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Mittente: maurilio pavese
Data: 07 Maggio, 19101 alle 20:44:46
Titolo: viva il fascismo viva la libertà
Messaggio:
La legge 6 marzo 1998, n. 40 "Disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero" regolamenta il diritto dello straniero all'unità familiare. In particolare il comma 3.a) dell'art. 27 pone tra le altre condizioni per il soggetto interessato quella di dimostrare la disponibilità "di un alloggio che rientri nei parametri minimi previsti dalla legge regionale per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica......".
Non esistendo la legge regionale che stabilisce i requisiti minimi di un siffatto alloggio, il Comune di Torino in data 21 maggio 1998, su proposta dell'Assessore Viano, emette una delibera fascista stabilendo otto parametri minimi.
il sottoscritto lamenta che:
- all'allegato n°1 della delibera fascista stessa, si rinvia la responsabilità allo straniero richiedente il ricongiungimento famigliare sul funzionamento degli impianti, del resto visto che la delibera è di stampo fascista di meglio non si poteva fare;
- con i parametri dettati in questa delibera di stampo fascista non si stabilisce nessun rapporto tra superficie dell'alloggio o volume d'aria e numero massimo dei famigliari per cui si richiede il ricongiungimento; per i cittadini autoctoni questo rapporto è fissato sia dal regolamento d'igiene sia dall'art.49 del regolamento edilizio; anche nelle carceri esiste un rapporto del genere indipendentemente dalla nazionalità del detenuto; anche negli allevamenti di polli è stabilito un rapporto tra superficie e numero dei capi, e questo indipendentemente dalla nazionalità dei polli; ma si sa, quando una delibera è di tipo fascista questo rapporto non occorre;
- sulla corrispondenza pervenuta allo scrivente si dice che il sottoscritto si lamenta di come viene applicata questa delibera fascista, cosa vuol dire "applicata"? Che come dice la stessa delibera di stampo fascista "…La linea guida per l'individuazione di tali parametri si ritiene possa essere quella dell'accertamento, presso l'alloggio interessato, della mancanza delle condizioni che determinerebbero una dichiarazione di inagibilità (con conseguente ordinanza di sgombero coatto)…"? Che come poi rafforzato dall'Assessore Viano in sede di Consiglio del 27/11/2000 "…In conclusione, effettuando il sopralluogo dell'alloggio, si verifica la presenza dei requisiti minimi, al di sotto dei quali l'alloggio deve essere dichiarato inagibile. Se mancano i requisiti minimi, dunque, in via di prassi ordinaria, a fronte di segnalazione o quant'altro, l'alloggio è dichiarato inagibile, inabitabile e, quindi, o da adeguare, o da sgomberare"? No, non vuol dire questo! Vuol dire che quando un cittadino possiede un immobile (di recente costruzione che per Legge dovrebbe avere dei requisiti maggiori, e il cittadino è italiano per cui per la delibera fascista i requisiti sono maggiori) che non raggiunge i requisiti minimi previsti dalla delibera di stampo fascista e richiede il ritiro dell'abitabilità e/o della concessione edilizia, il dirigente Gianni BROGLINO (suo Prot. 270/2000 1-8-2), senza acquisire gli atti (perizia asseverata sugli impianti ordinata dal Comune stesso e proposta d'ordinanza da parte dell'A.S.L. 1) in possesso di un altro Ufficio (che gli viene indicato) dell'Amministrazione stessa risponde: "…non sussistono ragioni per una loro revoca anche parziale", costringendo di fatto il cittadino a sostenere l'onere per adire al T.A.R.;
- cosa vuol dire "applicata"? Che come sostenuto dall'Assessore Viano in sede di Consiglio del 27/11/2000) "… Analogamente abbiamo fatto noi, ritenendo che si trattasse di stock abitativo in uso e, che, quindi, si dovessero adottare alcune minime prescrizioni per tutelare l'incolumità dei residenti. Non riteniamo, quindi, di aver derogato a questo principio, salvo riscontri specifici sui quali possiamo discutere" ? Peccato che poi manchi il presupposto per la discussione in quanto se un cittadino lamenta degli impianti non funzionanti, nonostante vi sia l'art.9 del Regolamento applicativo D.p.r. 447/1991 e il Ministero dell'Industria abbia emanato la circolare n. 3439/c del 27/03/1998, il Comune di Torino, e per esso l'Ufficio verifiche edilizie di pronto intervento, sostiene che il competente in materia sia l'A.S.L.; l'A.S.L.-1 Torino sostiene che il competente sia l'A.R.P.A; l'A.R.PA. sostiene di essere competente solo in ambienti non di vita mentre per gli ambienti di vita possa fungere da consulente esterno solo su richiesta di un organo competente tra cui l'A.S.L. e il Comune; l'Ufficio Ordinanze del Settore Sanità del Comune (ora Divisione Economica e Sviluppo Settore attività Economiche Produttive e di Sviluppo) prende accordi telefonici con il Settore Tutela Ambiente ma quest'ultimo rimanda il tutto indietro dicendo che non rientra nelle sue competenze.
Ritenendo che:
- il legislatore, nel dettare i requisiti per ottenere l'abitabilità del cittadino, non era colto da un "raptus schizofrenico", ma aveva in mente la tutela della salute pubblica;
- favorendo i ricongiungimenti famigliari degli immigrati forse diminuiscono i piccoli reati (chi ha famiglia a seguito è meno propenso all'attività illecita), ma questo non dovrebbe avvenire a discapito della salute dell'immigrato e della sua famiglia;
- la delibera del 21 maggio 1998 sia in contrasto con l'art.3 della Costituzione Italiana
Ritenendo inoltre che l'Amministrazione Comunale abbia capito che questa delibera è di stampo fascista, e provvederà a modificarla in breve periodo, ma:
- un conto è modificare una delibera fascista un altro conto è poi applicarla;
- anche se la delibera fascista sarà modificata in meglio difficilmente si dirà: "i requisiti minimi sono uguali per tutti in quanto minimi, e non conta la nazionalità, se uno è cinese, magrebino, foggiano o piemontese"; altrimenti la delibera non sarebbe più di stampo fascista;
- per quanto fatto prima della modifica che avverrà su questa delibera di stampo fascista, varrà il principio :"chi ha dato, ha dato, ha dato, chi ha avuto, ha avuto, ha avuto …";
lo scrivente coglie l'occasione per esprimere le sue più vive congratulazioni, nel nome del "fascismo e libertà" ovviamente.