Documento Programmatico
L'ASCII ha inteso specificare in maniera chiara ed
inequivocabile i propri obiettivi statutari ed i mezzi che intende usare per raggiungerli
attraverso la pubblicazione di un documento programmatico che tracci nettamente la visione
socio-politica che la nostra associazione ha della rete e di tutte le tematiche ad essa
connesse. Questo documento promulgato dal Coordinamento provvisiorio e che sara`
sottoposto all'approvazione della prossima assemblea plenaria, chiarisce indubitabilmente
la natura del sostato culturale su cui si fonda l'ASCII e soprattutto mostra quello che
l'ASCII VUOLE essere e quello che si PROPONE di fare.
DOCUMENTO PROGRAMMATICO
L'assetto che la comunicazione telematica va
assumendo in questi ultimi anni, con l'immissione di un grandissimo numero di privati
sulle reti telematiche e con la conseguente massificazione del suo uso, con la scomparsa
delle reti amatoriali diffuse per via telefonica in favore di reti gestite
professionalmente su linee dedicate, con l'assumerà una importanza sempre maggiore dello
strumento telematico nella vita di tutti i cittadini, tanto in qualità di lavoratori
quanto in qualità di semplici fruitori di servizi, ha creato una nuova categoria di
consumatori: i consumatori di Internet. I consumatori di Internet sono intesi come coloro
che accedono alla rete delle reti dietro pagamento e/o che usufruiscono di servizi a
pagamento presenti in rete.
L'uso della rete, oltre che richiedere un fornitore dell'accesso alla rete, passa nella
stragrande maggioranza dei casi, anche attraverso l'utilizzo della rete telefonica, in
quanto è attraverso questa che l'utente-consumatore stabilisce le connessioni con il
fornitore che gli permettono di ottenere l'accesso. Dunque il consumatore di Internet, si
trova a rivestire un ruolo del tutto particolare anche come consumatore dei servizi
telefonici o comunque di telecomunicazioni pubblica domestica, i soli che permettono, da
qualsiasi abitazione, di connettersi con i fornitori di accessi e in ultima analisi con la
rete.
Attualmente, il sistema telefonico italiano è regolato da un regime di monopolio
stabilito per legge e riservato ad una azienda concessionaria dello stato, tenuta ad
applicare condizioni di fornitura del servizio stabilite dal ministero delle Poste. Molti
altri paesi occidentali, hanno optato invece per una liberalizzazione del settore,
permettendo a più aziende telefoniche di operare sullo stesso territorio in concorrenza e
affidando così al mercato la determinazione delle condizioni di offerta del servizio.
L'ASCII considera come suo compito di prioritaria importanza l'impegno per delle
condizioni di servizio che favoriscano l'utente Internet nella sua qualità di consumatore
della rete telefonica. Noi non siamo pregiudizialmente contrari a nessuno dei due assetti
della telefonia sopracitati, né quello monopolistico né quello pluralistico, è nostro
esclusivo interesse l'ottenimento di condizioni di servizio il più possibile favorevoli
al utente-consumatore a prescindere dal tipo di struttura commerciale che lo offre. Il
nostro obiettivo è ottenere un servizio di alta qualità e dei costi che siano equi e per
quanto più possibile, bassi.
Nell'attuale regime di monopolio ci battiamo per un servizio e per dei costi che siano
comunque di mercato e non aumentati arbitrariamente per coprire altre voci del bilancio
dello stato, dunque per un offerta di alta qualità a prezzi comunque accettabili.
Chiediamo dunque l'abolizione della TUT, la Tariffa Urbana a Tempo, provvedimento non più
giustificato nell'attuale assetto tecnologico della telefonia (gestita quasi interamente
con centrali di tipo elettronico), come poteva esserlo anni addietro (con le vecchie
centrali di tipo meccanico). La TUT è, nella sua ingiustificatezza, una tariffa che
penalizza in maniera particolare coloro che utilizzano il telefono per connettersi con un
fornitore di accesso alla rete, utenti che solitamente si servono di un facilitatore che
si trova nella medesima città e che hanno necessità di utilizzare questa connessione
urbana per tempi nettamente superiori rispetto a coloro che non utilizzano la rete
telefonica per usi telematici.
Riteniamo che le linee offerte dalla Telecom espressamente per le connessioni telematiche,
le linee ISDN, abbiano un costo allo stato assolutamente non giustificato dai loro costi
di realizzazione, attuazione e manutenzione. Le linee ISDN devono avere un drastico
abbassamento di costo, fino ad arrivare a coincidere con il costo delle normali utenze
analogiche.
Riteniamo che l'azienda telefonica debba prevedere delle forme contrattuali apposite per i
consumatori del servizio telefonico che siano utenti telematici, forme che agevolino
questa categoria di consumatori in ragione delle maggiori spese telefoniche che questi si
trovano a sostenere rispetto ai normali utenti che utilizzano solamente i servizi di
comunicazione vocale. Il tempo di utilizzo delle linee, assai maggiore per i consumatori
che utilizzino la telefonia come mezzo di connessione telematica, non può essere
computato esattamente allo stesso modo di quello dei normali consumatori; è necessario
predisporre un tariffario agevolato.
L'accesso alla rete di un normale utente, di un utente cioè che non usufruisca
dell'accesso offerto da grandi strutture pubbliche o private quali università, aziende,
ecc... avviene attraverso l'acquisto da parte dell'utente di un accesso alla rete
distribuito da un fornitore di accessi; l'utente può essere considerato un consumatore di
Internet, in ragione di questo acquisto che deve per forza di cose compiere, oltre che per
l'acquisto di altri servizi a pagamento presenti in rete e per la necessità che questo ha
di sfruttare i servizi telefonici per connettersi con il suo fornitore. Il rapporto
fornitore/consumatore è un rapporto che nasce squilibrato: oltre alla normale posizione
di contraente debole che il consumatore di Internet, come tutte le categorie di
consumatori, riveste, questo particolare consumatore è costretto ad un acquisto che
avviene in maniera particolare a scatola chiusa: la qualità di un servizio di accesso ad
Internet, infatti è difficilmente verificabile, può andare soggetta a repentini
mutamenti causati da un aumento del numero di utenti, un peggioramento della connettività
del fornitore o da una quantità di altri motivi. La qualità del servizio offerto dunque
è affidata solamente alla serietà del fornitore. Data la particolarità di questo tipo
di servizi, riteniamo sia vitale che i fornitori stabiliscano un codice di
autoregolamentazione con il quale si impegnino a fornire dei requisiti minimi di qualità
del servizio in termini di velocità di trasmissione dati, connettività in rapporto al
numero di utenti, servizi di manutenzione dei sistemi. Occorre che i fornitori si
impegnino a rendere pubblici tutta una serie di dati utili alla valutazione, da parte
dell'utente, del servizio offerto.
Il costo del servizio di accesso alla rete viene regolato dal mercato. Riteniamo, perché
l'offerta si mantenga equa e rispondente a canoni di mercato, che occorra che il mercato
di questo settore, in rapido e vorticoso sviluppo si mantenga sano e privo di grandi
concentrazioni che possano inquinare il rapporto di domanda/offerta. È nostro prioritario
impegno, far si che l'antitrust nel settore della offerta di accessi ad Internet sia
rispettato a pieno. Occorre evitare che si vengano a creare posizioni di predominio fra i
fornitori di accesso, oppure che alcuni di questi si trovino a godere di condizioni
privilegiate rispetto ad altri.
Il costo dei servizi di accesso alla rete è in gran parte determinato anche dal costo al
quale il fornitore telefonico pubblico vende l'uso di linee dedicate ai singoli fornitori
di accessi. È fondamentale, dunque, che il fornitore pubblico, fino a quando resterà
titolare di un monopolio sulla fornitura di linee sul territorio italiano, osservi il
massimo equilibrio e la più stretta parità di trattamento per i vari singoli fornitori
di accessi. Riteniamo che anche in questo campo debba esserci un intervento legislativo
che porti ad un abbattimento del costo delle linee dedicate affittate ai fornitori di
accessi, in modo da arrivare, conseguentemente, ad un abbattimento dei costi di accesso.
Si è detto come la rete, con il suo rapidissimo sviluppo stia andando ad occupare spazi
sempre più ampi nella vita dei cittadini, come tutta una serie di attività umane di tipo
lavorativo o ricreativo o di qualsiasi altro genere stiano trovando modi di utilizzare in
misura sempre crescente la rete nel loro esplicarsi, ottenendone una velocizzazione e una
maggiore efficienza. L'introduzione di tecniche come la firma elettronica o l'acquisto
telematico ci fanno intravedere quali spazi amplissimi ricoprirà questo strumento in un
futuro non lontano: tutto fa pensare che la rete oltre a rimpiazzare totalmente i servizi
postali ed ogni altro mezzo di telecomunicazione, diverrà luogo per la conclusione di
transazioni commerciali, per stipula di contratti, forse la rete sarà utilizzata per le
votazioni politiche, di sicuro resterà, come ora già è, uno spazio di dibattito e di
confronto centrale nella vita politica delle comunità di ogni livello. La rete sarà
luogo per l'espressione di diritti politici e civili e di praticamente tutte le
prerogative giuridiche dell'individuo. Già oggi la rete rappresenta a tutti gli effetti
un sostitutivo completo ed efficiente del sistema postale ed è un luogo di dibattito e di
diffusione di idee che prima della nascita della rete era stato sconosciuto per ampiezza e
democraticità intrinseca del mezzo. Già oggi la rete è uno strumento di agevolazione
dello scambio commerciale, un luogo di presenza pubblicitaria di aziende e di istituzioni
ed un mezzo di contatto fra acquirenti e venditori di beni.
Crediamo sia vitale che per l'importanza che già oggi assume la rete nella vita
dell'individuo e per il ruolo sempre più centrale che andrà a rivestire negli anni a
venire, che la rete diventi innanzitutto il luogo di nuovi diritti e doveri
dell'individuo, un luogo dove siano determinate nuove ed apposite norme di convivenza
civile. Le basi di questo diritto del domani devono essere gettate oggi. La rete è e
diverrà sempre di più luogo di espressione politica e culturale. È vitale che sia
garantito, nella rete il più totale diritto di espressione, al singolo come alle
organizzazioni di qualsivoglia ispirazione. Noi intendiamo opporci a qualsiasi tentativo
di censura della rete o di "normalizzazione" della vita e del dibattito su di
essa secondo schemi tipici di altre forme di comunicazione di massa. Il diritto di
espressione in Internet non deve essere solamente una sterile affermazione di se, ma deve
essere concretamente mantenuto impedendo la costituzione di qualsiasi apparato giuridico o
tecnico che lo minacci. Idee come la parificazione dei siti Internet o dei gruppi di
discussione alle testate giornalistiche o come l'introduzione di principi di
responsabilità da parte di gestori di sistemi sul materiale che in essi circola, sono
minacce concrete al diritto di espressione in rete, provvedimenti che pur senza toccarlo
direttamente, di fatto lo cancellerebbero.
La rete ha in se un potenziale di democrazia immenso: in essa viene spezzato il rapporto
tradizionale della comunicazione di massa mittente/destinatario, si passa da una
concezione di tipo editorialista per cui una ristretta minoranza si cura di creare del
materiale per la comunicazione che viene poi distribuito, mediante la riproduzione, ad una
amplissima maggioranza ad una concezione nuova e mille volte più sana e democratica, per
la quale il "gap" fra mittente e destinatario è abolito e tutti sono ad uno
stesso tempo ed emittenti e destinatari. La rete rappresenta la possibilità di un ritorno
dalla politica che è data da un misto di spettacolo della politica e episodica
consultazione ad una politica della assemblea dei cittadini, della "polis". Lo
sviluppo della rete è stato anarchico, non pianificato né voluto da alcuna istituzione,
questo ha portato alla creazione di questa nuova realtà di massa; se si permetterà che
vengano applicate alla rete le categorie tradizionali della comunicazione, il potenziale
di rinnovamento che in essa è presente sarà annullato.
L'utente e il consumatore di Internet, deve vedersi riconosciuti inoltre dei nuovi
diritti, deve essere tutelato con dei nuovi strumenti rispetto al cittadino e al
consumatore tradizionale. La rete è uno strumento pieno di potenzialità nelle mani di
chi lo utilizza, ma è anche una realtà totalizzante, un mezzo che, ancora di più degli
altri mezzi di comunicazione di massa, entra nelle case di ogni cittadino, violandone
l'intimità domestica. È per questo che il cittadino, quando posto in relazione alla
rete, deve essere salvaguardato ancora di più dagli abusi contro il suo diritto alla
privacy in ogni senso. Il diritto alla privacy in rete si esplica su due livelli: in primo
luogo occorre garantire il diritto di ognuno a vedere tutelate contro la diffusione, le
informazioni che lo riguardano direttamente, i dati strettamente relativi alla sua
persona, alle sue attività private; in secondo luogo bisogna garantire al
cittadino-consumatore della rete a non essere reso oggetti di contatti a lui sgraditi,
posti in essere mediante l'uso di Internet. L'utente di Internet utilizza la rete per
trasmettere propria corrispondenza privata, si trova spesso, in rete, a dover rivelare a
gestori di servizi i propri dati anagrafici o altre informazioni che attengono la sua vita
privata. La riservatezza di tutti questi dati deve essere considerata come un diritto del
cittadino utente e deve essere vietata qualsiasi diffusione di dati personali dei singoli
utenti, per qualsiasi scopo, quando questa non sia stata espressamente autorizzata. La
presenza in rete dell'utente, inoltre, lo espone alla possibilità di essere bersaglio di
tutta una serie di comunicazioni non gradite, che si impongono alla sua attenzione
mediante l'invio di messaggi di posta elettronica al suo indirizzo personale o attraverso
l'immissione in spazi destinati ad una certa tipologia di informazioni, di messaggi di
altro tipo, cui l'utente non può sottrarsi pur avendo scelto di usufruire di informazioni
totalmente diverse. Caso tipico è quello dei contatti pubblicitari: moltissime aziende,
sfruttando elenchi di EMail pubblicizzano i propri prodotti e servizi attraverso
"mailing" pubblicitari nelle caselle elettroniche dei vari utenti oppure
invadendo, in maniera arbitraria gruppi di discussione o altri spazi analoghi riservati al
altro o perlomeno presentati all'utente come destinati a tutt'altro scopo. Il meccanismo
pubblicitario della compravendita di spazi di attenzione qui viene ad
"arricchirsi" di elementi nuovi e sconosciuti agli altri mezzi pubblicitari:
l'utente è impossibilitato a sottrarsi a questo tipo di contatti, nella migliore delle
ipotesi può, non appena identificato il messaggio pubblicitario, cessare di prestargli la
su attenzione, ma non può in alcun modo evitare di riceverlo nella propria casella e non
può evitare di pagare egli stesso le spese telefoniche del trasferimento di tale
messaggio sul suo elaboratore. Gli è inibita, inoltre (come avverrebbe per la pubblicità
diffusa attraverso la posta tradizionale) la possibilità di identificare rapidamente il
messaggio pubblicitario e dunque la vendita della sua attenzione e del suo tempo, avviene
comunque, anche contro la sua volontà, molto più di quanto non avvenga con qualsiasi
altra forma pubblicitaria. In considerazione di questi fatti, i contatti di massa, non
graditi, debbono essere vietati, in Internet, molto più di quanto non avvenga per altre
forme di comunicazione di massa. In particolare, l'uso della posta elettronica a scopo
pubblicitario deve essere severamente proibito.
I nuovi diritti e doveri che la rete implica, la tutela del consumatore di Internet, la
salvaguardia del ruolo dell'utente in essa, richiedono un rinnovamento profondo
dell'apparato giuridico e legislativo dello stato. In questo momento storico, assistiamo a
dei goffi tentativi da parte del legislatore di inserire frettolosamente nuove norme
relative alla telematica e allo sviluppo informatico, nel tessuto connettivo di vecchi
apparati legislativi, che spesso mostrano la loro inadeguatezza a fronte della epocale
novità di queste realtà. Noi pensiamo che sia vitale che il potere politico,
accostandosi a questo nuovo mezzo di diffusione abbia la capacità di comprenderne e
valorizzarne le potenzialità e peculiarità, adottando modelli legislativi nuovi ed
adeguati che non snaturino lo spirito di mutuo servizio e di condivisione di beni che fino
a questo momento ha spontaneamente animato la rete, ma che lo rivestano di ufficialità e
dignità di legge. Vogliamo, in particolare, che il legislatore rinunci ad ipotesi di
controllo burocratico della rete attraverso rigide strutture politiche, né pensi di
utilizzarla come facile forma di guadagno per le casse dello stato, ma anzi, rendendosi
conto dell'importanza che essa riveste per il futuro dell'umanità tutta, decida e sappia
incentivarla e assecondarne lo sviluppo. A questo proposito, vogliamo chiarire la nostra
nettissima contrarietà a qualsiasi ipotesi di tassazione delle informazioni e della loro
trasmissione. Da parte di taluni ambienti, si avanza l'idea per cui, dato che le
informazioni saranno l'elemento principale della vita economica del futuro, è giusto che
su esse si impongano tasse, così come queste sono state imposte su tutti i beni che, in
ogni epoca, hanno costituito il centro della vita economica, fossero essi prodotti
agricoli, manufatti, prodotti industriali o di altro genere. Noi riteniamo che le
informazioni prima ancora che come bene debbano essere considerate come espressione e
diffusione del libero pensiero dell'individuo, mezzo di progressione individuale e sociale
e come tali siano strettamente attinenti con le liberà fondamentali dell'uomo e dunque
assolutamente non tassabili. È contro ogni etica il pensare di tassare l'informazione in
quanto semplice bene. Essa può essere tassata solo in quanto bene commercializzato, da
quale cioè scaturisce un guadagno, cosa che già si fa con le normali imposte sul valore
aggiunto. Ogni altra ipotesi, di tassazione indiscriminata di ogni informazione emessa o
ricevuta (anche se non commercializzata) è chiaramente una deriva di tipo autoritario;
una limitazione delle liberà fondamentali, una tassa sul pensiero.
L'ASCII si propone la realizzazione di molteplici attività che abbiano come obbiettivo
quello di difendere il consumatore e l'utente della rete in tutti i suoi diritti e le sue
prerogative. In primo luogo porteremo avanti una costante attività informativa da
attuarsi in primo luogo nei confronti degli utenti Internet ma anche verso coloro che si
trovano all'esterno della realtà della rete. Questa attività di tipo informativo avrà
lo scopo di favorire una presa di coscienza, da parte di tutti i consumatori di Internet,
di questioni e problematiche che li riguardano da vicino; permetterà un orientamento più
consapevole nell'ambito del mercato dei servizi per la e nella rete.
Saranno diffusi opuscoli e testi informativi che guidino gli utenti ad una scelta
consapevole del proprio provider o fornitore di servizi e che aiutino i neofiti, ma anche
gli utenti più esperti a non cadere in raggiri o in acquisti sbagliati. Saranno diffusi
rapporti sullo stato generale della qualità dei servizi telefonici, dei servizi di
accesso in rete e dei servizi, di altro tipo fruibili in rete; nei quali si farà il punto
sul mercato di tali servizi, sul tipo di offerta da essi raggiunta sul rapporto
prestazioni/costo. Saranno stilate graduatorie dei diversi servizi e soprattutto sarà
portata avanti una costane azione di denuncia di casi di disservizio o di vero e proprio
raggiro ai danni di consumatori della rete, come contributo sostanziale al sano sviluppo
di questo settore di mercato.
L'ASCII porterà avanti campagne di opinione su temi generali che riguardino mutamenti
legislativi o di tutto il mercato su determinate questioni. Queste campagne saranno sempre
gestite attraverso l'intervento di un numero di utenti quanto più grande possibile, con
petizioni, raccolte di consensi, azioni che coinvolgano masse di utenti anche al di fuori
della fascia di soci dell'ASCII.
Ma l'attività principale dell'ASCII sarà sempre e comunque quella di tipo vertenziale.
Si interverrà presso i singoli fornitori di servizi che coinvolgono i consumatori di
Internet avanzando richieste e proposte, a difesa dei singoli consumatori o di larghe
fasce di essi e si condurranno trattative in rappresentanza dei consumatori di Internet
ogni qualvolta situazioni di disservizio o di violazione di altri diritti del consumatore
lo richiederanno. Tale attività vertenziale sarà condotta sempre con spirito di
collaborazione fra fornitori e realtà associativa e non con desiderio di pura
contrapposizione fine a se stessa, ma sempre con fermezza e con l'irrinunciabile obiettivo
del miglioramento del servizio. Saranno intraprese, dove si renderà necessario, anche
azioni legali contro fornitori d servizi che rifiutino di ottemperare a loro compiti.
L'ASCII intende offrire assistenza legale gratuita o a prezzi ribassati ai propri soci.
Marco Andreoli: info@ascii.it
Presidente ASCII Associazione Consumatori Italiani Internet